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martedì 7 febbraio 2012

Perchè la Cina dell'auto guarda al Brasile


Il mercato interno diventa più difficile, le quote di mercato non salgono perchè i consumatori preferiscono i brand occidentali. Soluzione? Esportare verso il Brasile, nuova terra promessa per i costruttori cinesi puri. Che non riescono ad entrare negli USA, non sono pronti per l'Europa e non tentano nemmeno l'avventura giapponese, uno tra i mercati più chiusi alle importazioni. E dove si fanno profitti elevatissimi, grazie a prezzi di vendita molto più alti. A raccontarlo un interessante articolo pubblicato da China Car Times

Il Brasile è il quarto mercato mondiale per vendite di auto. Con circa 3,4 milioni nuove auto vendute nel corso del 2011, ha superato anche la Germania. Il Paese cresce velocemente e l'attuale densità automobilistica di 333 vetture ogni 1000 abitanti scenderà presto: si tratta di un mercato automobilistico molto promettente. Gli analisti prevedono che nel 2016 possa conquistare la terza posizione per numero di nuovi veicoli venduti in un anno, rubando il posto in classifica al Giappone.


I prezzi delle auto vendute nel paese del Carnevale e della Saudade sono notoriamente parecchio elevati, anche nel caso di vetture di dimensioni medie. Prendiamo una Toyota Corolla: il presso di listino della versione base negli USA è pari a 16.130 $, in Brasile l'equivalente di 37.230 $, per salire sino alla cifra di 52.360 $ per l'allestimento più completo.


I costruttori cinesi sono competitivi nei prezzi, ma questo è facile quando i listini sono posizionati parecchio in alto. E così propongono le loro vetture ai brasiliani a prezzi più o meno raddoppiati rispetto a quelli praticati in patria. Per esempio la JAC J3, che ha debuttato in terra sudamericana alla fine del 2011 segna un +240,3% nel prezzo di vendita, passando dai 9.173 $ richiesti a un cittadino asiatico ai 22.046 $ che serviranno a un latino-americano. Oppure la Chery QQ, uno tra i modelli più economici in Brasile, "offerta" a 13.955 $, contro i 6.634 $ proposti in patria.

I due costruttori prima citati si stanno godendo le performance segnate in Brasile, soprattutto JAC, che ha annunciato un forte investimento nei prossimi anni, costruendo uno stabilimento nel paese sudamericano. Ed anche altre case cinesi meditano di entrare nel promettente mercato brasiliano. Ma non dovranno dimenticare che dovranno fare i conti con i produttori stabilitisi da più tempo e che controllano poco meno della metà delle quote di mercato: Fiat, Volkswagen, Chevrolet e Ford non cederanno tanto volentieri le loro posizioni di privilegio in uno die più redditizi mercati automobilistici del mondo.

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